Roma, 11 novembre 2025 – L’obesità, riconosciuta da poco in Italia come malattia cronica, continua a essere oggetto di studi approfonditi per comprenderne l’origine e le cause. Tra le nuove scoperte più significative, un recente studio internazionale ha identificato 13 nuovi geni associati all’obesità, aumentando la conoscenza del ruolo della genetica in questa complessa patologia.

Nuove scoperte genetiche sull’obesità
L’obesità è una condizione multifattoriale, causata non solo da abitudini alimentari scorrette e sedentarietà, ma anche da un’importante componente genetica. La ricerca condotta dalla Penn State University, pubblicata su Nature Communications, ha ampliato il catalogo dei geni coinvolti, individuandone 13 che triplicano il rischio di sviluppare obesità. Questi geni, cinque dei quali mai descritti in precedenza, sono coinvolti in processi legati al metabolismo del grasso e alla regolazione dell’attività cerebrale, elementi chiave nell’insorgenza della malattia.
Uno degli aspetti innovativi dello studio è l’analisi effettuata su un campione ampio e diversificato di popolazioni, superando la tradizionale concentrazione su soggetti di origine europea caucasica. L’indagine ha coinvolto dati da otto macro-popolazioni, tra cui persone di discendenza africana, asiatica, americana e mediorientale, consentendo di scoprire mutazioni genetiche rare e specifiche di alcune etnie, ma clinicamente rilevanti anche in altre.
Secondo Deepro Banerjee, bioinformatico coinvolto nello studio, questa ricerca evidenzia come alcune mutazioni genetiche siano state finora sottovalutate a causa del loro basso tasso di prevalenza in popolazioni europee. Un esempio è il gene Ylpm1, espresso nei tessuti cerebrali e associato a condizioni di salute mentale, che ha mostrato effetti consistenti nei diversi gruppi etnici analizzati.
Obesità in Italia: una patologia riconosciuta e in crescita
In Italia, dove circa 6 milioni di persone sono obese, la Società Italiana di Chirurgia dell’Obesità e delle Malattie Metaboliche (SICOB) sottolinea l’importanza di una presa in carico multidisciplinare della malattia. L’obesità è infatti associata a numerose complicanze, tra cui diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari e disturbi respiratori notturni, oltre a generare un pesante impatto psicologico.
Il riconoscimento ufficiale dell’obesità come malattia cronica ha permesso di migliorare l’accesso a trattamenti specialistici, inclusa la terapia farmacologica e la chirurgia bariatrica. Quest’ultima rimane una soluzione efficace per i pazienti con obesità grave o con comorbilità associate, ma va eseguita in centri altamente specializzati, come raccomanda SICOB.
La complessità della diagnosi e della terapia
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce l’obesità sulla base dell’Indice di Massa Corporea (IMC), con valori superiori a 30 kg/m² indicativi della patologia. Tuttavia, esperti italiani e internazionali, tra cui il professor Roberto Vettor dell’IRCCS Istituto Clinico Humanitas, sottolineano che la diagnosi non può limitarsi a questo parametro. È fondamentale valutare la distribuzione del tessuto adiposo, la presenza di complicanze metaboliche, cardiovascolari o psicologiche, e considerare la complessità della malattia clinica.
Le cause dell’obesità sono molteplici: oltre all’interazione tra geni e ambiente, entrano in gioco fattori endocrinologici, comportamentali, culturali e socioeconomici. L’alterazione dei meccanismi neuronali che regolano la fame e la sazietà, così come quelli legati al piacere e alla gratificazione alimentare, rappresentano aspetti centrali della patogenesi.
L’obesità è spesso accompagnata da uno stigma sociale che può ostacolare l’accesso alle cure. Per questo è fondamentale promuovere una visione clinica e rispettosa della patologia, riconoscendola come una malattia complessa e non un semplice problema di volontà o stile di vita.
Le nuove scoperte genetiche e i progressi nella diagnosi clinica rappresentano passi importanti per migliorare la prevenzione e le terapie, offrendo a milioni di persone la possibilità di un trattamento più mirato e efficace.
